Cosa accomuna l’Inquisizione spagnola e una soluzione di resilienza informatica per la governance e la conformità?

Cosa hanno in comune un illuminato inquisitore spagnolo del 1600 e una moderna piattaforma di Backup Compliance? Apparentemente nulla?

Se guardiamo però sotto la superficie, entrambi nascono per rispondere alla stessa, urgente necessità umana: sostituire la paura e la superstizione con i dati e la razionalità.

Per capire l’anima del nostro software, dobbiamo lasciare per un attimo le server room e tornare indietro di quattro secoli, tra le montagne nebbiose della Navarra.

1608: Il contagio della paura a Zugarramurdi, a nord della Spagna

Tutto inizia in un piccolo villaggio di poche anime: Zugarramurdi. Non è un luogo qualsiasi; è una terra di confine, isolata, dove le leggende antiche si mescolano alla vita quotidiana. La nostra storia inizia quando una giovane donna, Maria de Ximildegui, torna dalla Francia raccontando storie terrificanti: dice che, coinvolta da un’amica rivelatasi strega, ha partecipato a sabba oscuri e riti di stregoneria. Seppur sconvolta, racconta di aver trovato la forza di scappare ma riporta informazioni terrificanti: la stregoneria ha scavalcato i confini ed è presente anche in Spagna, lì, tra i villaggi dei Pirenei.

La paura si diffonde come un virus. I vicini iniziano a guardarsi con sospetto, l’isteria arriva alle orecchie dell’Inquisizione di Logroño, che decide di intervenire con un metodo burocratico che si rivelerà disastroso: l’Editto di Grazia.

L’offerta degli inquisitori è semplice: chi si autodenuncia subito viene perdonato e riconciliato con la Chiesa, con semplici pene di penitenza, preghiera o pellegrinaggi.

Chi tace e viene scoperto dopo invece finirà al rogo.

Il cortocircuito della verità: 300 bugie

L’Editto genera un effetto perverso.

Spinti dal terrore di essere accusati da altri e finire bruciati, gli abitanti capiscono che l’unica via di salvezza è mentire: confessare un crimine mai commesso è più sicuro che dichiararsi innocenti.

Il risultato è un alluvione di “dati” falsati.

Ben 282 persone si autodenunciano, molte di queste sono bambini e adolescenti tra i 7 e i 14 anni, spinti dai genitori o dalla suggestione collettiva a inventare storie di voli notturni e incontri demoniaci nelle grotte locali.

Agli occhi del tribunale, quella montagna di confessioni firmate è la prova inconfutabile che la stregoneria esiste ed è ovunque.

I registri sono pieni, le procedure rispettate. Sulla carta, tutto quadra.

Il metodo di Alonso: la logica contro il rogo

È in questo scenario che entra in contesto “Alonso de Salazar y Frías”, appena nominato inquisitore, un uomo con una scarsa esperienza sul campo ma che godeva di una preparazione e un senso pratico eccellenti.

Mentre i suoi colleghi sono pronti alle condanne, Alonso è scettico.

Intuisce che quelle confessioni sono troppo perfette, troppo numerose. Decide di non fidarsi delle carte (quello che oggi chiameremmo “reporting formale”) e va sul campo a cercare le prove empiriche.

Per otto mesi, Alonso viaggia attraverso le montagne con un approccio che oggi definiremmo scientifico:

  • Interroga i presunti testimoni uno a uno, isolandoli per evitare che si influenzino.
  • Cronometra i tempi di percorrenza per dimostrare che era fisicamente impossibile per una donna anziana raggiungere le grotte del sabba e tornare nel letto prima dell’alba.
  • Controlla i segni fisici e non trova nulla.
  • Verifica la coerenza dei racconti e trova solo contraddizioni.

Il risultato del suo lavoro è un monumentale Memoriale di 11.000 pagine inviato alla Suprema Inquisizione.

La sua conclusione è una pietra miliare del pensiero razionale: quelle persone non erano colpevoli, erano solo spaventate: “Non c’erano streghe né stregati finché non si è cominciato a parlare e scrivere di loro”, scriverà.

Grazie ai suoi dati, Alonso ferma la macchina dei roghi, salvando migliaia di innocenti.

Dal 1610 al Data Center

Cosa c’entra questa storia con i backup? Moltissimo. Oggi, nelle aziende, viviamo una situazione simile a quella dell’Editto di Grazia. che sono spesso pieni di “semafori verdi”. Ci dicono che il job è finito, che il file è copiato. Come le confessioni di Zugarramurdi, questi report ci rassicurano. Ci dicono quello che vogliamo sentire per stare tranquilli.

Il sospetto che queste dichiarazioni però non siano abbastanza, proprio come il sospetto sulle confessioni di stregoneria, arriva dalla Spagna.

Pablo Panos, backup expert di SORINT SpainSorintSpain e ‘ideatore di Salazar, si accorse che dietro quei semafori verdi si nascondeva il vuoto.

Backup completati ma corrotti, macchine critiche escluse dalle policy per errore, dati illeggibili, mancanza di una visione d’insieme. Le aziende, proprio come gli abitanti di Navarra, si affidavano a una “compliance di facciata”.

Salazar: L’Inquisitore empirico dei tuoi dati

Il software Salazar nasce per incarnare lo spirito di Alonso de Salazar y Frías dentro il tuo Data Center. Non si accontenta dell’autodichiarazione del software di backup, va a verificare più a fondo:

  • Incrocia i dati dell’inventario con i backup reali (come Alonso incrociava le testimonianze).
  • Non guarda solo il singolo file, ma verifica se l’intero Servizio di Business è recuperabile (come Alonso guardava alla logica dei fatti e non alle singole urla).
  • Sostituisce la speranza con la certezza matematica.

In un mondo digitale pieno di minacce invisibili e complessità crescenti, la superstizione del “semaforo verde” è pericolosa quanto la caccia alle streghe.

Serve quindi qualcuno che porti i dati, la logica e la verità sul tavolo.

Le organizzazioni hanno bisogno di Salazar: una fonte unica e affidabile per governare RPO e RTO.
Una soluzione software pensata per rafforzare resilienza, governance e conformità sviluppata da SORINT.lab.

www.getsalazar.io