Avvertenza
Molti dei nostri clienti hanno accordi di riservatezza che limitano l’uso dei loro marchi per finalità commerciali. Di conseguenza, in questo caso di studio potresti trovare segnaposto come “Nome del cliente riservato” o riferimenti al settore del cliente al posto del nome del brand.
Il cliente è un fornitore di tecnologia iGaming che offre una piattaforma di aggregazione completa e soluzioni software personalizzate per operatori e partner B2B nei mercati del gioco online regolamentati.
La piattaforma si integra con oltre 130 fornitori leader di giochi e mette a disposizione strumenti avanzati per la gestione degli utenti, il controllo dei bonus, l’analisi dei dati e il reporting, a supporto di scommesse sportive, casinò e gestione del rischio.
Poiché agilità digitale e solidità IT sono elementi chiave per garantire continuità operativa e crescita, [Nome del cliente riservato] ha avviato un percorso con il team SORINT per evolvere il proprio ecosistema tecnologico e, di conseguenza, il modello operativo.
L’obiettivo era passare da un contesto rigido a una piattaforma scalabile e cloud-native, trasformando un’infrastruttura statica in un ecosistema dinamico, capace di sostenere l’espansione globale e ridurre in modo significativo i problemi operativi, incluse le interruzioni di servizio.
Liberarsi dai vincoli di un’architettura statica
La fase di scoperta è partita da un’analisi approfondita della situazione “as is”.
L’architettura iniziale, seppur funzionante, si basava su singole istanze isolate di Google Compute Engine (GCE) per componenti critici come web server, API e proxy del database. Questo approccio introduceva Single Point of Failure: il guasto di una sola istanza comportava l’interruzione dell’intero servizio, una condizione non più compatibile con i requisiti di continuità operativa.
La configurazione legacy generava diverse criticità operative, tra cui:
- scalabilità limitata, con difficoltà nel dimensionare le risorse in modo efficiente in base alla domanda
- carichi di lavoro in competizione tra loro, con conseguenti colli di bottiglia sulle prestazioni
- elevato overhead gestionale, dovuto a interventi manuali su provisioning, configurazioni e manutenzione
- rischio di downtime durante aggiornamenti e rilasci, per l’assenza di ridondanza
Una visione orientata a un ecosistema dinamico
La trasformazione è stata guidata da tre principi: scalabilità automatica, progettazione fault-tolerant e utilizzo esteso di servizi gestiti (PaaS e SaaS) per ridurre al minimo le attività operative.
Il percorso è stato progettato per evitare modifiche invasive al codice applicativo, concentrandosi invece sul rafforzamento della resilienza e delle prestazioni dell’infrastruttura esistente.
Scalabilità progettata per crescere
Il fulcro della nuova architettura è l’adozione dei Managed Instance Group (MIG).
Le singole istanze sono state sostituite da gruppi di VM identiche e gestite automaticamente, in grado di adattarsi in tempo reale al carico.
Le principali funzionalità introdotte includono:
- auto-healing, con ricreazione automatica delle istanze in caso di errore
- auto-scaling, basato su metriche in tempo reale come l’utilizzo della CPU, per ottimizzare prestazioni e costi
- coerenza tramite “golden image”, con tutte le VM avviate dallo stesso template (Ubuntu 24.04 LTS)
- aggiornamenti senza interruzioni, con supporto a strategie Blue/Green e Canary per rilasci continui
Gestione intelligente del traffico e dei dati
Per supportare la base utenti internazionale, in particolare in Europa e Sud America, è stato introdotto un livello avanzato di bilanciamento del traffico.
Il Global Application Load Balancer gestisce ora le richieste a livello globale, riducendo la latenza e migliorando la reattività grazie all’instradamento sul backbone ad alta velocità di Google.
Anche la gestione dei dati è stata modernizzata tramite l’adozione di servizi GCP completamente gestiti.
Con Cloud SQL per i database relazionali e Memorystore for Redis per il caching ad alta disponibilità, sono stati eliminati i principali colli di bottiglia e ridotte in modo significativo le attività di manutenzione.
L’infrastruttura è stata inoltre suddivisa in reti dedicate e isolate per front-end, back-end e ambienti di test, così da limitare la superficie di attacco e applicare in modo efficace il principio del minimo privilegio.
Benefici concreti per il business
La transizione è stata realizzata attraverso un percorso controllato in quattro fasi, dalla preparazione delle fondamenta fino all’ottimizzazione finale, riducendo al minimo l’impatto sugli ambienti produttivi.
I risultati hanno trasformato l’infrastruttura in un vero asset strategico:
- capacità elastica, con prestazioni che si adattano automaticamente ai picchi di domanda
- maggiore agilità, con i team di sviluppo liberi di concentrarsi sull’evoluzione delle applicazioni
- affidabilità superiore, grazie alla ridondanza multi-zona e all’eliminazione dei punti singoli di errore
- solidità operativa, con una piattaforma stabile e pronta a sostenere nuovi carichi e servizi
Oggi, [Nome del cliente riservato] può contare su una piattaforma più affidabile per gli utenti finali e più flessibile per il proprio business. Le criticità operative del passato sono state superate e l’infrastruttura è pronta a supportare nuove iniziative e percorsi di crescita nel settore iGaming.
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Il nostro Senior Solutions Architect può raccontarti questo caso di studio in una call dedicata.
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