Con l’inizio ufficiale dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 allo Stadio San Siro, l’attenzione non è rivolta solo alle piste da sci o agli impianti di pattinaggio. Dietro le quinte, l’Italia è impegnata anche su un altro fronte, meno visibile ma altrettanto critico: quello digitale.
Una prima linea fatta di reti, infrastrutture e sistemi informativi che, proprio nei momenti di massima esposizione internazionale, diventano bersagli strategici.
La bufera digitale: 120 obiettivi in 48 ore
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato che le strutture di sicurezza informatica italiane hanno neutralizzato una vasta ondata di attacchi coordinati, diretti contro circa 120 obiettivi nell’arco di 48 ore.
Non si è trattato di semplici disservizi o traffico anomalo, ma di tentativi mirati a compromettere infrastrutture nazionali in un momento di grande visibilità globale.
Gli attacchi hanno colpito diversi ambiti chiave:
- istituzioni governative, tra cui il Ministero degli Esteri e l’ambasciata italiana a Washington
- l’ecosistema olimpico, con piattaforme ufficiali di biglietteria e portali informativi
- il settore dell’ospitalità locale, in particolare hotel e strutture a Cortina d’Ampezzo che ospitano atleti e delegazioni internazionali
IoT sotto attacco: una minaccia meno evidente
A rendere questa campagna particolarmente significativa è stata la scelta dei vettori. Non solo siti web o servizi online, ma anche infrastrutture IoT (Internet of Things).
Telecamere a circuito chiuso e sistemi di videosorveglianza sono stati presi di mira con l’obiettivo di dimostrare una presunta capacità di “osservare dall’interno” le aree olimpiche, diffondendo screenshot come prova simbolica del controllo.
Un messaggio più psicologico che tecnico, pensato per amplificare la percezione di vulnerabilità.
Chi è NoName057(16)
Le autorità italiane hanno collegato queste attività a fonti russe, in particolare al collettivo hacktivista NoName057(16). Attivo dal 2022, il gruppo è noto per colpire infrastrutture europee e occidentali, ma negli ultimi mesi ha mostrato un’evoluzione nelle tattiche e nella comunicazione.
Sui propri canali Telegram, il messaggio è stato esplicito: gli attacchi vengono presentati come una ritorsione per il supporto politico e militare dell’Italia all’Ucraina.
La loro arma principale è uno strumento chiamato DDoSIA.
Un attacco DDoS (Distributed Denial-of-Service) può essere paragonato a un ingorgo digitale: una grande quantità di traffico artificiale viene diretta verso un servizio fino a renderlo inutilizzabile per gli utenti legittimi.
La particolarità di NoName057(16) è il modello “partecipativo”. Il gruppo promuove un sistema di crowdsourcing in cui volontari possono scaricare il software e contribuire agli attacchi, ricevendo ricompense in criptovaluta. Una forma di cyber warfare gamificata, che abbassa la soglia di ingresso e aumenta la scala delle operazioni.
La risposta dell’Italia
Sul fronte difensivo, l’Italia ha adottato un approccio proattivo. A Roma è operativa una sala di controllo dedicata alla sicurezza informatica, attiva 24 ore su 24, in stretto coordinamento con l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).
Una vera e propria “war room” digitale, che tratta le minacce informatiche con la stessa urgenza e attenzione di quelle fisiche.
Cosa può fare il pubblico
Per chi assiste ai Giochi o li segue da vicino, alcune buone pratiche restano fondamentali:
- evitare reti Wi-Fi pubbliche e gratuite nelle aree affollate; quando possibile, utilizzare la rete dati o una VPN
- verificare sempre le fonti: le truffe sui biglietti, spesso generate con strumenti di intelligenza artificiale, proliferano sui social
- utilizzare esclusivamente app e servizi ufficiali; le applicazioni di terze parti possono nascondere malware o sistemi di tracciamento
I Giochi di Milano-Cortina 2026 celebrano l’eccellenza sportiva e la resilienza umana, ma mettono anche in evidenza una realtà ormai consolidata: la sicurezza non è fatta solo di barriere fisiche, ma di codice, infrastrutture e consapevolezza.
Mentre la torcia olimpica viene accesa, i difensori digitali italiani dimostrano che essere pronti per le Olimpiadi significa saper affrontare ogni tipo di tempesta. Preparare il pubblico, oggi, è parte integrante di questa responsabilità condivisa.

